Intervista a Angelo Albertini

Angelo racconta l'esperienza migratoria del nonno che lasciò il Trentino a 15 anni e solo dopo anni di duro lavoro riuscì ad aprire una propria miniera; purtroppo, come molti altri minatori, morì ancora giovane a causa della silicosi. Angelo riferisce di aver lavorato lui stesso per due anni in miniera, per pagarsi gli studi al college, ma appena gli si è presentata l'occasione non ha esitato a cambiare mestiere. Racconta quindi di essere entrato in contatto col settore immobiliare, mentre lavorava in una società assicurativa, perciò ha deciso di investire le proprie energie in questo ambito, conseguire una laurea e diventare promotore. Parla inoltre della vita a Wallace, in Idaho e del bar gestito dal padre. Ammette di non essere mai stato in Italia e di non parlare l'italiano, ma ricorda aneddoti sulle famiglie italiane e soprattutto l'orgoglio del nonno nel definirsi un “tiroler”.