Sergio racconta l’esperienza migratoria del nonno Fidel, che lasciò Brez alla fine dell’Ottocento con la speranza di raggiungere condizioni economiche migliori in Messico. Fidel trovò lavoro nelle miniere di Sierra Mojada, inizialmente come minatore e poi come amministratore. Fidel ebbe difficoltà con la lingua e con il nuovo tipo di lavoro, ciononostante si integrò in maniera positiva. Mantenne i contatti con Brez e ai primi del Novecento vi tornò per un periodo con la famiglia. Rientrato in Messico continuò a lavorare nelle miniere, spostandosi da una zona mineraria all’altra, in particolare Parral e Nicaragua. Sergio conclude con la propria opinione sulle frontiere e sul muro lungo il confine fra Messico e Stati Uniti, che definisce un “capriccio”.