Juan racconta la vicenda migratoria del suo avo Giovanni Chessani Dorigatti, partito con il fratello Francesco da Brusino attorno al 1880 per cercare nuove opportunità di lavoro in Messico. Giovanni era un esperto di esplosivi, partecipò alla costruzione della rete ferroviaria e poi trovò impiego presso la Colonia italiana Díez Gutiérrez. La vita nella colonia non fu facile, il governo messicano non mantenne le promesse fatte ai coloni immigrati e la situazione politica era molto instabile durante gli anni della rivoluzione. Giovanni si spostò spesso per esigenze di lavoro, si recò a Tampico, Durango, Puebla, Cerritos e Guanajuato. Juan esprime la sua opinione in merito alle frontiere e al muro fra Messico e Stati Uniti.